Pazzi per la Spesa Italia: L’extreaming couponing nel nostro paese sarà mai possibile?

I media, i siti internet e i social parlano ormai sempre di più dei coupon e della possibilità di risparmiare sulla spesa utilizzando buoni sconto e buoni omaggi. Sarà merito della crisi oppure del programma “Pazzi Per la Spesa” di Real Time, ma la parola “coupon” sta diventando sempre più ricercata nei motori di ricerca.
Le mirabolanti imprese americane di extreaming couponing targate digitale terrestre non finiscono di stupirci e meravigliarci. Chi di noi non è fan oppure iscritto ad almeno un sito/pagina Facebook dedicata ai buoni sconto?

Ma in Italia sarà mai possibile vivere di coupon? La cultura dei buoni sconto si affermerà come nel paese dello Zio Sam?
Partendo dal presupposto che le puntate di Pazzi per la Spesa sono frutto di uno show televisivo ovviamente esasperato e adeguatamente montato, mi sono persa nella riflessione delle enormi differenze che ci sono tra i coupon italiani e quelli americani.

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  • In Italia la maggior parte dei coupon non è cumulabile con altri simili: questo vuol dire che presentarsi alla cassa del supermercato anche solamente con 3 coupon uguali, non è possibile. Il 99% dei ricercatissimi tagliandini riporta la dicitura: BUONO SCONTO NON CUMULABILE. Un punto in meno per l’utopico sogno di un remake di Pazzi per la Spesa targato Italia.
  • Il buono sconto in Italia non genera resto: in America se il coupon ha valore nominale di un euro e io ho la fortuna di trovare quel prodotto in offerta a 90 centesimi, sullo scontrino mi viene riportato un credito pari alla differenza. Altro passetto che ci allontana dal sogno Americano…
  • Importo minimo di spesa: non è raro leggere in caratteri minuscoli che per usufruire dello sconto occorre spendere almeno un tot. Molti coupon nostrani sono soggetti a questa limitazione. In America molto spesso non accade.
  • Molti supermercati non accettano i buoni sconto oppure non li accettano sui prodotti già in offerta. Sul fatto che i negozi non li accettino, purtroppo non si puo’ fare nulla, anche in America non tutti i punti vendita fanno fare la spesa con i coupon selvaggi. Sul punto due, vi rimando alla prima riflessione.

E se anche superassimo queste limitazioni? Cosa accadrebbe nella realtà?

Ero al supermercato stamattina, è lì che ho pensato a come avrei scritto questo post. Questo perchè mentre una povera signora pagava la sua spesa con la Social Card si è bloccata la cassa in quanto non veniva riconosciuto il codice a barre. Hanno dovuto chiamare il capo reparto e il direttore, per pochissimi euro di conto. Allora ho pensato a come sarebbe se tutti arrivassimo al supermercato con valanghe di coupon.

Sì, perchè è così che succederebbe: magari non tutti, ma molti ne abuserebbero, volendo emulare i nostri lontani statunitensi.
Vi immaginate? Code infinite il sabato pomeriggio, cassiere che litigano con registratori che si bloccano in continuazione e carrelli della spesa immensi. Senza contare le persone che farebbero due, tre conti divisi, con altrettanti carrelli e figli, parenti, amici e conoscenti al seguito. Tutti per avere improbabili scontrini a pochissimi euro!
Uno scenario quasi apocalittico.

Ma se tutti li usassimo con la dovuta accortezza sarebbe uno strumento utile e farebbe di gran lunga la gioia di molti, soprattutto in un periodo come questo, dove i coupon sarebbero quasi indispensabili per molti. Forse dovrebbero essere le aziende stesse a metterli a disposizione, per incentivare magari l’acquisto di prodotti di marca al posto di quelli del discount, per pubblicizzare in maniera positiva i loro Brand.

Al che mi chiedo: perchè da noi ancora le aziende non aumentano il numero di coupon da stampare a disposizione degli utenti? Non sarebbe per loro una migliore forma di pubblicità? Del resto i primi buoni sconto sono stati inventati da Coca Cola che li regalò nelle riviste per pubblicizzare la bibita. Forse senza quel tagliando che scontava ben 0.75 dollari sulla bottiglietta, la bevanda per eccellenza non sarebbe così conosciuta….

Poi ripenso alla coda e ai carrelli pieni e mi ridesto rendendomi conto di essere comunque in Italia. E non so se la carenza di questi preziosi tagliandi mi debba affliggere oppure far sentire sollevata..

Intanto, qualcosa si sta muovendo. Speriamo bene!


About Francesca L.

Blogger seriale, appassionata di nail art, unghie, make up e rimedi naturali. Articolista web per diversi portali, social media addicted e sempre al passo con le ultime novità del momento. Nella sua vita non manca mai il colore, soprattutto sulle unghie!

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